La vajassa


In questo post parleremo di un personaggio molto diffuso a Napoli e provincia: la vajassa!
Tale personaggio si presenta solo nella forma femminile, anche se alcuni esemplari possono esser scambiati facilmente per un wrestler!
La vajassa in dialetto napoletano vuol dire: sciatta, sporca, volgare e chi più ne ha più ne metta!
Qui elencheremo le caratteristiche per l’individuazione della vajassa:
Iniziamo col dire che la vajassa si presenta in due forme, anche se entrambe le forme hanno elementi in comune:

  1. Vajassa di bell’aspetto: serve un po più d’esperienza per un riconoscimento immediato!
    L’aspetto che la natura gli ha donato viene enfatizzato con grosse quantità di fondotinta, rossetto dai colori molto vivaci e in alcuni casi lucido a tal punto che ti ci puoi specchiare dentro; il trucco degli occhi ricorda molto le raffigurazioni di Cleopatra!
    Di solito portano orecchini visibili da molti metri di distanza, possono essere semplici cerchi talmente grandi che si potrebbe fare tranquillamente l’Hula Hop, oppure degli orecchini che sembrano grandi acchiappasogni o lampadari antichi!
    L’abbigliamento tipico è composto da T-shirt (anche nel mese di Dicembre) coloratissime e con fronzoli vari quali payette e lacci di cuoio, comunque la parte sempre scoperta è l’ombelico.
    Il pantalone (perchè molto raramente portano una gonna) varia dal jeans a vita bassa elasticizzato al semplice body, in entrambi i casi viene acquistato (e quindi indossato) di almeno due taglie inferiori rispetto alla vera taglia!
  2. Vajassa-buttafuori: l’individuazione del personaggio è molto più semplice rispetto alla forma precedente.
    Essa ha il fisico del camionista sovrappeso ma si sente stupenda come gli esemplari della prima forma.
    Il trucco (se applicato) è molto simile a quello visto in precedenza, ma viene applicato con molta noncuranza provocando fortissime sbavature. Altri esemplari preferiscono essere completamente acqua e sapone, anzi nella maggior parte dei casi non vengono utilizzati nessuno dei due elementi e l’effetto è facilmente visibile.
    I capelli sono spesso raccolti in “tuppi” oppure fermati senza un disegno ben definito con pinze di dubbio gusto.
    L’abbigliamento è abbastanza simile alla vajassa di bell’aspetto, con la differenza che il numero minimo di taglie inferiori alla propria passano a 3! Dato il fisico che le contraddistingue esse assumono una strana forma: gambe e glutei tutto sommato sembrano quasi snelle (tranne in alcuni casi in cui la cellulite è visibile anche sotto il jeans), poi appare la pancia abnorme, che esce molto al di fuori del punto vita creato dal pantalone e assume uno strano colore blu-viola, sia per la circolazione bloccata dal pantalone stretto, sia per il freddo invernale!
    Salendo su si arriva alla maglietta che appare fortemente ” ‘nzevata” (in italiano unta) e tanto scollata quanto più la persona è grassa!
  3. Ma l’elemento principale che contraddistingue la vajassa (in entrambe le forme) è il linguaggio:
    esso differisce abbastanza dal napoletano classico e risulta volgare e sguaiato, la vajassa non parla ma urla e gesticola neanche stesse affogando. E’ abbastanza difficile rendere l’idea del linguaggio con un testo e quindi vi riporto questo video (VIDEO RIMOSSO LEGGI QUI IL PERCHÈ) di una comica napoletana che l’imita alla perfezione!
    Una cosa molto importante è non fare mai innervosire la vajassa, potrebbe essere molto pericoloso. Esse sono molto aggressive e, nel migliore dei casi vi diranno tante parolacce fortemente articolate e composte (alcune diventano incomprensibili), nel peggiore dei casi si dovrà ricorrere a cure mediche per profondi graffi e lesioni al cuoio capelluto per le forti strattonate ai capelli!!
    Altro elemento che le contraddistingue è la musica che ascoltano e la maniera in cui la ascoltano:
    loro non utilizzano i semplici lettori Mp3 o Walkman, perchè la musica la devono ascoltare tutti e in alcuni casi si deve sentire anche l’interpretazione della vajassa in questione, quindi la musica viene caricata sul telefono cellulare e da li viene riprodotta! La musica ascoltata è al 90% musica neomelodica napoletana (in futuro verrà proposto un post su questo blog), il restante 10% viene diviso tra Gigi D’Alessio (pronunciato dalla vajassa “Cicccci Taleessj”), Gigi Finizio (pronunciato dalla vajassa “Cicccci Finizzzj”) e la musica da discoteca (detta dalla vajassa “a music ‘ca s’abbballl”).

    Sinonimi di Vajassa: Vrenzola , Bagascia.

    Spero che questo piccolo vademecum sia chiaro e utile ai napoletani e alle persone che vorranno visitare la nostra città!

Le porte della salvezza, ovvero le porte dei bus!


Quasi tutte le mattine, un qualsiasi napoletano per recarsi nel luogo di lavoro o di studio, deve guadagnarsi il suo posto (in piedo o seduto)  sul bus!! Questo avvenimento è legato a molti fattori:

  1. Il bus deve passare! Non importa se in orario o meno, anche perchè l’orario del bus è una variabile abbastanza aleatoria.
    Fino a qualche anno fa, prima della venuta dei BusStop (cartelloni digitali che informano i passeggeri sui tempi d’attesa dei bus), pensavo che non ci fossero orari, ma il passaggio del bus fosse un piacere che ci forniva l’autista! 🙂
    Poi con l’avvento del BusStop ho capito che in realtà esistevano degli orari! Il BusStop emanava informazioni abbastanza semplici ovvero ” #_del_bus minuti all’arrivo ” , solo che spesso questi minuti non passano mai, o addirittura aumentano!
    Ciò causava, oltre ad una lunga attesa, l’aumento incontrollato della gente in attesa del bus e il conseguente aumento della gente all’interno del bus!
  2. Il bus deve fermarsi! La sosta del bus alla fermata non è una cosa garantita, in quanto, se il ritardo e il conseguente affollamento citato nel punto precedente arriva a livelli allarmanti, l’autista può decidere di non fermarsi! In questo caso si torna al punto precedente!
  3. il bus si ferma!! ed ora come si sale?? Voi starete certamente pensando “ma questo è scemo? Basta alzare il piede e salire…”. Beh in effetti dovrebbe essere così semplice se non fosse che il pullman è arrivato sovraffollato! Qui sia la gente sul bus che quelli sulla fermata si dividono in due categorie: alcuni di quelli sul bus si piazzano davanti alla porta per accogliere il minor numero di persone! Il resto (devo dire la verità è la maggioranza di loro) tentano di occupare il minor spazio possibile per procurarne a quelli che stanno alla fermata.
    Le due categorie di persone che attendono il bus sono: i Caterpillar ovvero gente che con un incessante “fate spazio! Al centro è tutto libero!” spingono fino ad occupare un posto sul bus, travolgendo tutto e tutti! Oppure ci sono coloro che nel momento in cui hanno guadagnato il posto si trasformano e iniziano ad urlare: “Basta è pieno! Non spingete inutilmente! Prendete il prossimo!”

Il viaggio diventa un’altra avventura che semmai spiegherò in un prossimo post, per ora basta dire che in molti casi è inutile mantenersi agli appositi sostegni perchè è impossibile cadere, in quanto non c’è lo spazio per farlo!
Una volta sceso dal bus c’è il brusco cambio di temperatura, ma non perchè il bus sia climatizzato, e comunque ti accorgi di aver fatto tardi anche oggi 😦

Categoria Napoli’s life


In questa categoria verranno inseriti alcuni racconti di vita vissuta nella città di Napoli. Le vicende, spesso tragicomiche, verranno narrate senza offendere o denigrare nessuno, verranno utilizzati nomi fittizi, e tenterò di dare una spiegazione a tutti gli avvenimenti!

Come sempre potrete commentare tutto!