6:00 in punto del mattino, arrivo con passo svelto davanti al negozio, non sono il primo! Ci sono già un centinaio di ragazzi infreddoliti. Le porte del negozio sono ancora chiuse ma già ci sono delle transenne per far si che la fila sia ordinata. Mi metto in fila, chiedo informazioni sull’orario di apertura ai ragazzi che si trovano avanti a me. Con la mia domanda spezzo il silenzio nella fila, un pò mi dispiace anche, però si è girata anche una ragazza che si trova a metà fila, quanto è bella, mi ha anche sorriso! Va bene, mi metto l’animo in pace, devo aspettare al minimo due ore, non posso avanzare nella fila, non posso affiancarmi e chiacchierare con la bella ragazza, attendo. Dietro di me arrivano altre persone, ragazzi, ragazze, persone adulte, casalinghe che hanno sfoggiato il vestito nuovo per l’evento. Li guardo con l’aria del privilegiato! Sorrido quasi divertito. Poi mi rigiro a guardare avanti a me e il sorriso mi si spegne. Oggi la giornata sarà lunga, ma alla fine avrò il mio supertelefono. Mi dispiace per il precedente, mi ci ero affezionato. Mi ficco le mani in tasca un pò per il freddo e un pò per accarezzare il supertelefono precedente.
7:00 del mattino, la fila dietro di me è molto lunga, la gente inizia a svegliarsi anche qui. Si sente chiacchierare, la maggior parte della gente parla delle nuove potenzialità del supertelefono, parlo anche io con dei ragazzi che stanno intorno a me, mi raccontano delle nuove funzionalità, alcune che già conoscevo, alcune inventate, alcune davvero fantascientifiche, molte inutili ma simpatiche, poche utili, però sono sempre funzionalità aggiuntive al telefono che ho in tasca! Cavolo l’ho già declassato a telefono! Fino a poche ore fa era ancora ‘il mio supertelefono’!
7:30 del mattino, sento una voce al di fuori del coro, e il ragazzo che distribuisce i giornali gratuiti. Non c’è miglior modo di sbarazzarsi dei giornali che quello di darlo a tutte le persone che stanno in fila. Così avanza, partendo dall’ultimo della fila, dopo un paio di minuti arriva a me, prendo il giornale quasi come se fosse un’azione automatica, poi penso che potrei guardare le notizie aggiornate sul mio telefono! Va bene, per questa volta mi limiterò a sfogliare le pagine di un classico giornale. Alzo lo sguardo tentanto di rivedere la ragazza che stava a metà fila. Si è là, proprio in questo momento riceve anche lei la copia del giornale, ringrazia il ragazzo e si volta giusto un istante. Mi ha guardato? Si l’ha fatto! O almeno così mi sembra. Inizio a leggere la copertina del giornale che ho ricevuto dal ragazzo che non ho neanche ringraziato come ha fatto la ragazza. Il titolo della prima pagina urla l’aumento della crisi mondiale, che noia sempre le solite cose. Passo alla notizia successiva, le famiglie sono sempre più povere! Alzo lo sguardo, osservo i visi dietro di me, nessuno mi sembra molto preoccupato, anzi mi sembrano quasi tutti entusiasti di spendere quasi mille Euro per il supertelefono; se c’è la crisi non è qui! Oppure c’è? Mi accorgo proprio in questo istante che al di là della transenna c’è una signora di media età che accompagna il proprio bambino a scuola. Noto una certa differenza nell’abbigliamento, il bambino ha la cartella del Napoli e la maglia dei Power Rangers, roba non proprio costosissima ma nemmeno tanto economica; la madre invece mi sembra che appartenga ad un’altra famiglia, abbastanza più povera, ma riesce a portare comunque i suoi abiti con una certa eleganza. Il viso della madre è però stanco e pensieroso. Passano oltre sempre costeggiando la fila e il bambino punta il suo piccolo indice in un punto imprecisato della fila, chiede qualcosa alla madre, lei risponde “Sono qui per il nuovo telefono!” e dà un leggero strattone al braccio del figlio per farlo proseguire. Il figlio punta i suoi piedi per terra e dice “Perchè non regaliamo anche noi un supertelefono a papà? Il suo è vecchio!”. Il viso della madre si incupisce un pò, lei si accovaccia di fronte la suo figlioletto e quasi sussurrando dice “Perchè devi andare a scuola e poi questo costa tanto!” così si alza, guarda negli occhi tutti quelli che avevano assistito alla scena e con lo sguardo chiede scusa a noi. Molto probabilmente la signora non poteva permettersi di regalare il supertelefono al marito, la maggior parte delle sue spese erano per mandare avanti la famiglia, per mandare a scuola suo figlio, per vestirlo in maniera adeguata. Ma non si doveva scusare con nessuno! Io ad esempio sono qui perchè oggi non avevo tanto da fare, è sabato. Poi se non lo compro oggi poi chissà quando lo ritrovo in commercio. Per me non costa tantissimo, poi ammortizzo il costo con la vendita del vecchio telefono. Sicuramente la signora non l’avrebbe chiamato ‘vecchio telefono’, però quando esce una nuova versione automaticamente la precedente diventa vecchia! O no? Beh comunque non c’è modo di sapere la signora come l’avrebbe pensata, lei si sta allontanando a passo sostenuto col bambino nella mano destra.
7:30 finisco di leggere il giornale, sempre i soliti guai. A proposito, c’era anche un articoletto sul nuovo supertelefono, niente di particolare però, elencava le nuove funzionalità, ma non entrava nello specifico. Non so chi l’abbia scritto ma a mio avviso era scritto male, gli si dava troppa poca importanza. Cerco di camminare un pò sul posto per sgranchirmi le gambe. Fa meno freddo di prima, però sono quasi due ore che sono fermo qui. Noto sui visi della gente i primi segni di impazienza.
ore 8:00, la fila sembra infinita dietro di me! Oramai non ho neanche tanto spazio attorno a me, ci stiamo accalcando mentre il negozio è ancora chiuso. Poco fa sono apparse delle guardie giurate per mantenere l’ordine, non c’è molto da fare per loro, però comunque la cosa è rassicurante.
La vita in città è aumentata notevolmente, molti passano e ci guardano un pò divertiti e un pò stupiti. Le persone più anziane sono quelle che ci guardano con più disprezzo. Sento un vecchietto che dice all’amico “Una volta le file si facevano per il pane, non per queste cose!”. Un’altro chiede ad un ragazzo “Giovanotto ma è la fila per lavorare al negozio? Pagano bene?” Non ho afferrato la risposta del ragazzo ma dallo sguardo del vecchietto ho capito che gli aveva detto la verità. In fondo in fondo perchè sono qui? Il telefono già ce l’ho! Certo senza tutte quelle funzioni nuove! I soldi per comprarlo li ho guadagnati onestamente e poi mi piace stare al passo con la tecnologia! Ricordo ancora il mio primo supertelefono, certo oggi sarebbe quasi imbarazzante, era lento, il touch screen non era così preciso, la fotocamenra era a bassa risoluzione, e tanti altri piccoli difetti che oggi sono storia passata. Che strano parlo di “storia passata” per un oggetto che ha solo quattro anni!! Però nel frattempo sono usciti tanti modelli nuovi! L’idea di tornarmene a casa non mi passa nemmeno per la testa! O si? In realtà per pensare che ‘non mi è nemmeno passata per la testa’ significa che l’ho pensato!! Ma no! Tra poco il negozio aprirà e… io sarò qui ad aspettare che mi facciano entrare! Se mi va bene per le 9:30 sarò dentro!
Ore 8:05 si è alzato un brusio ininterrotto, tra una ventina di minuti dovrebbero aprire le porte del negozio! C’è uno scambio di messaggi fatti di sguardi e intese tra la guardia giurata all’inizio della fila e una persona invisibile all’interno del negozio. La folla dietro di me inizia inutilmente a spingere. Tutta l’attenzione è rivolta alla testa della file, io in realtà guardo anche la ragazza, quel poco che è visibile.
La nostra attenzione viene distolta dalla fila quando sentiamo una ragazza gridare dall’altra parte della strada! Ci giriamo quasi tutti all’unisono, come dei soldati ad una parata militare. Vediamo un ragazzo correre con qualcosa in mano e la ragazza con la faccia rigata dalle lacrime che indica con una mano il ragazzo e tenta di raggiungerlo correndo. Il capo delle guardie giurate dice qualcosa ai suoi ed alcuni corrono verso il ragazzo mentre un altro ci intima di stare calmi e che è tutto sotto controllo. Il ladro, a questo punto solo un ladro poteva essere, attraversa di corsa l’incrocio dribblando una macchina e continua a correre sul marciapiede di fronte. La ragazza prende coraggio e inizia a correre davvero veloce, dietro di lei alcune guardie giurate. La ragazza non è così fortunata come il ladro, appena mette piede al centro della strada si alza un urlo spaventoso dalla fila che va a coprire lo stridio di una frenata, il corpo della ragazza viene sbalzato in aria a causa dell’impatto con la macchina. Una guardia giurata corre all’incrocio della strada seguendo con lo sguardo la traiettoria compiuta dalla ragazza nell’aria, mentre una seconda guardia giurata si inginocchia in strada e porta le mani al viso coprendo la tragica scena ai suoi occhi.
Dopo pochi minuti arriva l’ambulanza che porta via la ragazza, la città torna lentamente alla normalità. Iniziano ad arrivare notizie sull’accaduto, pare che alla ragazza abbiano rubato qualcosa di importante, chi dice che sia un bracciale, chi un semplice telefono cellulare, chi dice che addirittura sia un supertelefono.
ore 8:30 le porte del negozio si aprono! Fanno entrare le prime dieci persone, un ragazzo tra i pochi fortunati si gira anche sul secondo scalino e ci saluta con un sorriso beffardo. Cominciano a piovere i fischi da tutta la fila. Cavolo solo dieci alla volta? La previsione di entrare per le 9:30 era diventata troppo ottimistica. Aspetto, ancora convinto sempre di più ad acquistare il supertelefono. Ma le immagini della ragazza sbalzata in aria non riescono ad andare via dalla mia testa.
ore 9:10 sono entrate già una quarantina di persone da quando si è aperto il negozio e una trentina ne sono uscite trionfanti col supertelefono in mano tra i fischi, gli applausi e l’invidia di noi in fila. Quasi sicuramente il prossimo turno sarebbe stato quello della ragazza che avevo notato, la ragazza o almeno quello che vedevo della ragazza iniziava ad avere qualcosa di familiare.
Vengo tirato per la manica del cappotto da una piccola mano, era un bambino straniero di una decina d’anni, aveva nell’altra mano un grosso mazzo di rose rosse. Mi dice “La prendi una rosa per la tua ragazza?” Come un cretino rispondo “Non ho soldi!”. Lui sorride e dice “E come lo compri l’ aifot?”.
“Che cosa?” chiedo io? “L’aifot, il supertelefono!” dice lui. A quel punto ci penso un attimo e dico “Guarda in realtà i soldi li ho, ma non ho la ragazza” anche se mi sarebbe piaciuto molto donare una rosa alla ragazza che adesso si trovava in prima fila! “Allora mi dai qualcosa di soldi? Perchè ho tanta fame!” a quel punto il sorriso del bambino cambia in una smorfia di tristezza, penso che sia un ottimo attore. Oppure era davvero tristezza e fame quella che vedevo sul suo volto? Il ragazzetto era abbastanza magro, non mi sembrava neanche sanissimo. Così mi convinco a donare qualcosa al bambino, ricordavo di avere due monete da 2€ in tasca, rovisto le tasche, tocco il supertelefono che ho già, nell’altra tasca trovo le monete e le porgo al bambino. Lui mi vuole dare quattro rose, ma io dico che non le voglio. Poi riesco a contrattare per una sola rosa! In quel momento vengo spinto da dietro e un ragazzo mi dice “Ehi vuoi passare avanti? Non vedi che la fila avanza? Lascia stare sto morto di fame!”.
Riesco a girarmi spintonando un pò a destra e un pò a sinistra e mi trovo di fronte il grande genio che mi aveva parlato pochi istanti fa. Esclamo “Scusa, ma ti sembra bello quello che hai detto al bambino?”. Lui non curante della situazione mi dice “Guarda che io l’avevo con te, con quello stronzetto neanche ci parlo!”. Io innervosito ribatto “Guarda che qui c’è solo uno stronzo e quello sei tu!” Di lì a poco non capisco un granchè, vengo spintonato, la folla spinge, qualcuno scalcia finchè non sento che qualcuno toglie la transenna dalle mie spalle. Era una guardia giurata che prende me e l’altro ragazzo per le braccia e dice “O vi calmate o vi porto tutti e due al commissariato!”. L’altro ragazzo subito si scrolla le mani di dosso e rientra nella fila io invece dico “Guardi capo in realtà io stavo tentando di uscire dalla fila perchè mi ero stancato e volevo tornarmene a casa!”. La guardia giurata mi guarda con uno sguardo che dice ‘non credo ad una parola di quello che mi stai dicendo!’ però mi lascia il braccio e dice “Allora vai e non farti vedere più in giro!”.
ore 9:20, sono quasi a casa, mi sento tranquillo e sollevato. Sono libero di camminare in tutte le direzioni ed ho comunque un supertelefono! Certo non è proprio l’ultimo modello ma fa tante cose divertenti, anche se in fondo in fondo sono tutte inutili! Metto le mani in tasca per prendere le chiavi di casa e mi accorgo che già ho qualcosa in mano. Ho la rosa, certo un pò malconcia. Però è sempre una rosa. Così la porto con attenzione nell’altra mano e con quella libera prendo le chiavi ed entro in casa.
ore 9:25, metto la rosa in un vaso con l’acqua e lo metto a centro tavola. Poi prendo le chiavi e vado ad infilarle nel solito cassetto. Per una strana coincidenza apro il cassetto e guardo all’interno, ci trovo un vecchio telefono cellulare, era da anni che non l’utilizzavo! Quasi sicuramente funzionava ancora. Lo rigiro nelle mani e alcuni ricordi legati a quel telefono iniziano a venire a galla. Che bello! Un pò grande ma sempre bello! Un telefono con tanti tasti! Con questo ci vivevo! E lo facevo benissimo. Facevo tutte le cose che si potevano fare con un telefono di oggi! Telefonavo, ricevevo le telefonate, mandavo e ricevevo messaggi e qualche volta facevo anche delle fotografie! Ma quindi… a che serve il supertelefono???? Boh? Quasi quasi me lo vendo e ci faccio un pò di soldi! Ci devo pensare…
Ma per ora vado a cercare il vecchio carica batterie!!!
P.S.
La ragazza della fila purtroppo non l’ho più rivista.
Ho rivisto per strada il bambino che vendeva le rose, mi ha salutato ed aveva un gran sorriso!
La rosa è appassita dopo pochi giorni.
Il supertelefono l’ho venduto ad un buon prezzo.
La ragazza che ha avuto l’incidente ora sta abbastanza bene…
…e come me adesso ha un telefono cellulare di vecchia generazione!!
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