Destinazione raggiunta!


Mi separa poco tempo da mia moglie e mia figlia, pochi istanti, sono quasi arrivato a destinazione. Il vento mi sferza il viso, ma nulla può fermarmi adesso. La gioia di rivederle prevale su qualsiasi altro fattore.
Questi giorni sono stati un po’ turbolenti, lo ammetto, non sono stato proprio un buon esempio per la mia famiglia, ma spero che sapranno perdonarmi. Lo saprò presto.
Non so da dove cominciare, dovrei iniziare a raccontarvi della mia vita da bambino fino ad oggi, ma ho poco tempo. Forse dovrei iniziare da quando ho conosciuto mia moglie, ma anche in questo modo avrei poco tempo a disposizione; è come se la conoscessi da sempre, abbiamo trascorso fin troppo tempo insieme, eppure la mia vita, la mia vera vita, è cominciata da lì.
Non ho tempo, sto andando davvero veloce, non finirei di raccontarvi la mia storia.
Ok, ho sufficiente tempo per dirvi che due anni fa è nata nostra figlia! La mia piccola marmocchietta! Così amo chiamarla sin dal primo giorno. Giorno dopo giorno non ha mai terminato di regalarmi una gioia immensa!
Voi vi starete chiedendo: allora cosa ha fatto di male? Ha tradito sua moglie? Ha tradito la fiducia della figlia? No, non è nelle mie corde, non l’avrei mai fatto! Mi sono comportato male con altre persone, poi starà a voi decidere se lo meritavano o no! Fatemi trovare un ordine alle mie idee prima che sia troppo tardi.
Tutto è iniziato due mesi fa, uscivo da un periodo davvero brutto! Sapete quando tutti vi voltano la faccia? Alzano le spalle? Ti dicono quell’odioso “purtroppo non possiamo fare nulla! Mi dispiace!” ?. E tu ti senti impotente davanti al resto del mondo. Ecco, però, come vi ho detto, ero uscito da quel periodo. Dovevo reagire! Così, giusto due mesi fa, proprio a quest’ora ero in una villa lussuosissima, in periferia. Stavo sprofondato in un divano di 7 o 8 posti, non so se era vera pelle o che altro, ma doveva costare davvero tanto. Di fronte a me, c’era un uomo con forte accento dell’est Europa. Oltre all’accento aveva anche una fortissima stretta di mano. La mia, abituata a battere su dei morbidi tasti di un computer era rimasta quasi stritolata.
Esordì lui dicendo “Ma allora? Chi te lo fa fare? Ho quel che vuoi, so che hai i soldi per pagarla! Ma ti conviene?” Non dissi nulla, feci solo un cenno di assenso con la testa. Ero intimorito da quell’omone, però tutto sommato dovetti fare colpo nel suo animo, ammesso che ne avesse uno! Così sorrise e mi disse “Brav’! Mi piaci! C’hai le palle! Anzi mi sei simpatico e ti voglio fare uno sconto! Mi dai 20 Euro in meno e così compri un bel mazzo di fiori! Anzi due: uno per tua moglie e uno per tua figlia!” Così ad un suo cenno, si avvicinò uno dei due tizi che mi sorvegliavano, ammesso che ce ne fosse stato bisogno! Il tizio, gli porse un piccolo fagotto, l’uomo controllò il contenuto e disse.
“Ecco è tua! La cifra pattuita, meno 20 Euro! Noi non ci siamo mai visti e io non voglio vederti più!”
“Non si preoccupi” dissi. “Mi consideri come muto!”
L’altro uomo, prese la borsa con i soldi che era ai miei piedi, la aprì, contò le banconote, tutte! Fece un cenno di assenso, poi prese due banconote da dieci e me le porse insieme al fagotto.
Pesava, pesava tanto! Non me l’aspettavo, eppure dovevo aspettarmelo.
Misi il fagotto nella tasca interna dell’impermeabile e mi alzai per salutare l’uomo che avevo di fronte. La stretta di mano fu ancora più dolorosa!
Lasciai la casa nella stessa maniera abbastanza bestiale con cui ero arrivato, non mi va di parlarne anche perché il tempo stringe. La meta è più vicina. Sono quasi arrivato a destinazione.
Quel che accadde nei giorni successivi, credetemi, è troppo lungo e troppo brutto da raccontare. Ho conosciuto la gente peggiore al mondo. Tutto perché mi servivano due nomi e forse un perché! Del perché mi interessava poco, già sapevo quale fosse stata la risposta. I due nomi invece mi servivano e come!
Alla fine arrivarono, dopo che avevo speso quasi tutti i miei risparmi, dopo essere caduto in varie trappole, dopo aver subito due rapine a mano armata, un pestaggio e altre cose che non voglio nemmeno raccontarvi!
Così circa un mese fa iniziò la seconda parte della mia missione investigativa. Mi sentivo un po’ come un vecchio commissario della televisione, probabilmente anche quel vecchio impermeabile mi aiutava ad entrare meglio nella parte.
Così iniziai gli appostamenti, iniziai a prendere nota di ogni loro movimento, conoscevo le loro abitudini: dove abitavano, con chi uscivano, a che ora scendevano da casa, quali erano i loro bar preferiti, i nomi delle loro amanti, e altri particolari.
Mi è rimasto pochissimo tempo! Sono quasi arrivato! La meta è proprio lì davanti a me! Il vento è stranamente diminuito, non mi chiedete perché! Di fisica ci ho capito sempre poco e poi non mi interessa più di tanto adesso!
Dove ero rimasto? Ah si! Scusatemi devo essere breve!
Oggi mi sono deciso ad agire. Il Mercoledì andavano allo stesso bar, arrivavano sulla stessa moto, ma si fermavano sempre dal tabaccaio di Via Moro per acquistare due pacchetti di Marlboro. Così è stato anche stamattina: la moto si ferma, il tipo col tatuaggio sul braccio destro scende e entra nel magazzino. Lo vedo che acquista i soliti due pacchetti di Marlboro, non tolgono mai il casco integrale ma poco importa. Esce e si avvicina alla moto. Le persone come lui hanno un sesto senso per queste cose, infatti, alza la testa e mi guarda fisso negli occhi. Il proiettile era già partito, lo colpisco giusto al centro del petto. Il secondo parte un istante dopo e colpisce anche il centauro che nel frattempo si era girato verso di me. Morti tutti e due sul colpo. Probabilmente proprio come le loro vittime: mia moglie e mia figlia che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Una casualità.
Ma adesso saremo stati per sempre insieme, adesso che ero arrivato alla meta! Il vento era quasi cessato, il volo da dodici piani anche! L’asfalto è lì ad un palmo di naso. Eccolo!

Lascia un commento