Il lungo cammino


40… guardo solo i miei piedi, non voglio alzare la testa e guardarli. 60… forse li ho superati! 80… avanti! 102… non ce la faccio più a camminare, ma vado avanti. Oggi fa più freddo del solito, vado avanti, non mi giro più indietro. Di solito a quest’ora gioco un po’ con gli altri bambini, ma non mi va troppo di giocare, non oggi. 120… vado avanti, al mio fianco c’è un signore che parla in maniera buffa e mi sorride. Dice qualcosa che non capisco e apre le braccia, forse mi chiede se voglio stare in braccio a lui. No! Cammino da solo, oramai sono grande, anche se sono stanco, ma sono grande! Cammino da molto tempo, 342… 343 passi, forse posso girarmi… forse è meglio arrivare almeno a 350… 344, 345, dai! 346,347, 348,349… metto il mio piede destro sui sassi e mi giro: sorrido, vedo molta gente, gente che conosco e questi signori che parlano buffo. Siamo una fila lunghissima, ma quelle cose non ci sono più! Non le vedrò mai più! Sorrido e continuo a camminare! Oramai è inutile contare i passi. Non voglio pensare più a niente, voglio solo ricordare quello che mi diceva la mamma: “ricordalo, ma non dirlo a nessuno, ricordalo ogni giorno, sempre!”. E io lo faccio ogni giorno, anche da quando lei non c’è più a dirmelo. Ho un brivido di freddo, il signore accanto a me mi dice una cosa strana, poi si toglie il cappotto e me lo mette addosso. È grandissimo, arriva a terra! Lui ride, questo lo capisco. Mi mette una mano sulla testa dove prima avevo i capelli, mi accarezza e fa un gesto come per invitarmi ad andare avanti. Adesso col cappotto sto meglio, il freddo non si sente più, non vedo più quella brutta camicia a righe che ho. Mi rigiro, si, non vedrò più quei maledetti cancelli e le casette col camino da dove la gente non torna più, da dove mamma, papà e i nonni non torneranno più! L’unica cosa che voglio ricordare, come mi diceva la mamma, è il mio nome! Oggi sono un uomo e non quel maledetto numero che ho sul braccio!! 

 

Lascia un commento