Il “pacco” napoletano


Mi dispiace parlare sempre male della mia città, ma ci sono alcune cose che sono, purtroppo, entrate a far parte del folklore che avvolge Napoli. Oggi parleremo del cosiddetto “pacco”. Il pacco è una truffa fatta da un venditore che si improvvisa tale, che grazie ad alcuni trucchi riesce ad ottenere dei soldi senza vendere l’oggetto desiderato dall’acquirente.

Viene definito pacco “perchè” la maggior parte delle volte, l’acquirente riceve solamente la confezione (in napoletano pacco) dell’oggetto desiderato. In alcuni casi (per giustificarne il peso) vengono aggiunti all’interno della confezione degli oggetti quali pezzi di legno, mattoni o pietre!

Ma andiamo per ordine; come si riceve il “pacco”?

  1. La maggior parte delle volte, il potenziale acquirente viene avvicinato direttamente dal venditore che mostra la sua merce! Attenzione nel caso di materiale elettrico o digitale, (telefoni, videocamere, stereo o orologi) la merce esposta e fatta vedere all’acquirente è realmente funzionante ed originale.
  2. Una volta convinto l’aquirente, si passa alla contrattazione dell’acquisto. Si parte da un prezzo abbastanza alto (ma comunque inferiore al prezzo di mercato). Vedrete comunque, che il venditore è disposto a calare il prezzo dell’oggetto in vendita.
  3. Una volta accordato il prezzo, avviene la parte più complessa! L’esecuzione del PACCO!!! In questo istante (perchè si tratta davvero di una frazione di tempo!) il venditore deve scambiare la confezione mostrata all’acquirente (contenente l’oggetto originale)  con quella preparata in precedenza contenente tutt’altro! Tale scambio, avviene (quasi sempre) con l’aiuto di una terza persona che con grande bravura riesce a non farsi notare per tutto il tempo dell’acquisto! Vi sono vari modi per interagire con la terza persona:
    • la terza persona ha un piccolo esercizio giusto dietro al venditore con cui si sta contrattando! In un attimo di distrazione viene sostituita la busta dalla mano del venditore che viene passata per un momento dietro la schiena o sotto un banco.
    • la terza persona si trova a passare (proprio in quel momento) dietro al venditore e avviene lo scambio.
    • la terza persona è nascosta dietro l’angolo, dietro un veicolo o comunque dietro ad una qualsiasi struttura mobile o fissa
    • Una o più persone inscenano una azione per distrarre l’acquirente mentre il venditore scambia la busta
    • Altro…
  4. una volta fatto il “pacco” il venditore e la terza persona si allontaneranno con una scusa abbastanza credibile, lasciando l’acquirente soddisfatto per l’acquisto!

Queste azioni andrebbero tutte denunciate alle autorità competenti!

Comunque non è difficilissimo capire la truffa! Diffidate da prezzi bassi e da venditori che stanno per strada! Penso che sia anche reato acquistare oggetti da persone non abilitate alla vendita. Il venditore non vi farà mai andare via con l’oggetto originale, vi pregherà sempre di consegnare un attimo l’oggetto nelle sue mani per “confezionarlo”.

Con questo penso di avervi dato molti avvertimenti in merito. ATTENZIONE con questo non voglio assolutamente dire che i commercianti napoletani sono dei truffatori! Coloro che fanno il pacco non sono venditori di professione, ma vendono per strada, molto raramente hanno un banchetto arrangiato su un marciapiede.

Per maggiori informazioni “visive”, vi rimando ad alcuni servizi effettuati da “striscia la notizia” ed al bellissimo e divertentissimo film ad episodi diretto da Nanni Loy “Pacco, doppio pacco e contropaccotto”

UFO, omini verdi e dintorni


Anche oggi alzando gli occhi al cielo mi sono chiesto: “come mai non ho mai visto un UFO?” , “ma esistono questi cavolo di cosi?”

Ma soprattutto mi sono chiesto “ma questi fantomatici alieni devono essere per forza tecnologicamente superiori? Non potrebbero essere batteri o animaletti piccoli e innocui che se ne stanno per fatti propri sul loro pianeta?”

Non è detto che su un pianeta ci siano le condizioni sufficienti affinchè una forma di vita possa divenire intelligente dal nostro punto di vista. E’ vero, i vari avvistamenti fanno pensare che questi bolidi dello spazio ricoprano grandissimi spazi in tempi brevissimi, ma può darsi anche che nel loro pianeta ci sia qualche strano elemento che anche senza nessun tipo di lavorazione possa servire da “carburante” sufficiente a intraprendere questi viaggi. Anche la costruzione dell’ UFO in se può sembrare complessa, ma millenni fa anche all’essere umano sembrava impossibile costruire un carretto in legno!

Cioè con questo voglio dire che semmai i veicoli spaziali che ci hanno raggiunto sono delle semplici utilitarie per loro! Gia mi immagino i neo-sposini verdi dalla stella “Boh-che-ne-so”  che ha acquistato il pacchetto Terra per il viaggio di nozze. Si guardano un po di bei posti, ci prendono un po per i fondelli e poi via a velocità supersonica per un altro pianeta.

Mi sembra che si stia un po esagerando con le teorie delle invasioni, degli esperimenti genetici, dei controlli sull’umanità ecc. E’ tanto difficile immaginare dei piccoletti simpatici che non hanno niente contro l’umanità e che hanno tutto il necessario sul proprio pianeta natale? Cioè se siete tecnologicamente avanzati allora siete talmente intelligenti da preservare le risorse del vostro pianeta, se non è cosi penso che vi siate rivolti al peggior pianeta da cui prendere esempio! Poveri voi se ci copiate!

Oppure vengono a fare scuola!  Immaginate una maestra aliena che porta la sua classe sulla Terra e dice “vedete bambini, oggi vi darò un esempio della stupidità umana, la vedete quella lunga fila di cretini lì? Bene! Quelli la stanno in fila per comperare il nuovo giocattolino supertecnologico!”

Un bambino dice “Maestra ma è proprio necessario questo giocattolo? E’ perchè è tanto necessario averlo subito?”.

La maestra a quel punto si sente in imbarazzo e dice “vedi… questo comportamento è ancora in fase di studio, ma sembra che sia causato solamente dalla stupidità della razza umana!”

“Maestra, Maestra! Che cos’è quel coso grosso grosso che si muove tra le macchine?” dice un bambino.

“Quello è un SUV caro! Una macchina che costa 3 volte tanto e che consuma 2 volte tanto!” risponde la maestra…

” E quel SUV ancora più grande?” chiede un altro bambino

“No! Quello è un Bus, serve a trasportare tanti umani da un posto all’altro” risponde paziente la maestra.

” E perchè non prendono tutti il Bus?” chiede il bambino, ma esso trova la risposta nell’espressione della maestra…”Ah sempre per il fatto della stupidità!”

Oppure potrebbero venire a girare film comici o apocalittici, e tutto con un costo bassissimo! Facciamo noi sia da attori che da comparse!

Ho davvero tanta paura nell’immaginare cosa debbano pensare gli alieni di noi! Speriamo che almeno loro se la passino meglio!

Ciao!

Nuovo disco per James Blunt


Uscirà nei primi giorni di Novembre il nuovo album di James Blunt. Il disco si intitolerà “Some kind of trouble”. Da alcune dichiarazioni rilasciate dall’artista inglese, sembra che il nuovo album debba essere un po più vivace rispetto ai dischi precedenti, senza tralasciare qualche traccia più introspettiva. Il primo singolo sarà disponibile a breve nei negozi di dischi, si chiama “Stay the night”, ed ha fatto una brevissima  apparizione sul sito Youtube.

Lady Gaga copia da amica


Sembra che l’artista Lady Gaga sia stata accusata di aver tratto abbondantemente ispirazione, da una ragazza morta suicida alla tenera età di 19 anni. A rivelarlo è stata la madre della ragazza morta. Sembra che la futura Lady Gaga e la ragazza scomparsa prematuramente abbiano cantato spesso insieme  (avendo lo stesso produttore).

Per ora pare che non ci siano risposte da parte di Lady Gaga a queste accuse. Non è certamente una cosa buona costruire una carriera sulla personalità di una amica e collega scomparsa, ma a mio avviso può essere benissimo un modo, da parte dell’artista, per ricordare l’amica e per farla in qualche modo rivivere.

Nella storia della musica non è la prima volta che qualcuno crei la propria carriera sulle spoglie di qualche idolo scomparso, basti pensare ai tanti cantanti che hanno sfruttato la figura leggendaria di Elvis.

Perché urlare?


Vivere in una grande città congestionata dal traffico, con gente per la strada a tutte le ore non è semplicissimo! I fattori di stress aumentano vertiginosamente! Ma la cosa che più non sopporto è quel doversi imporre sugli altri alzando all’inverosimile la voce!

A Napoli non si parla ma si URLA!!!!!!!!!!!!!!!

Certo non tutti esercitano questo “diritto”, ma una buona parte dei cittadini, chi per mostrare dissenso verso alcuni aspetti della quotidianità, chi per attirare l’attenzione su di se, chi per arroganza o chi per semplice maleducazione urla per la strada, nelle case,  nei luoghi e mezzi pubblici!!

Al solito frastuono della città si va ad unire anche la scostumatezza di alcuni individui. Certo, anche questa è una caratteristica di Napoli. Ma dopo tanti aspetti classici e storici che sono andati a morire col tempo, perchè non tentiamo di “uccidere” anche questo bruttissimo aspetto?

In merito a questo discorso, vi lascio un bellissimo pensiero del Mahatma Gandhi:

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:

“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”

“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.

“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.

“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?

Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”

Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

Svelata la copertina del GH dei Bon Jovi


Come già accennato nel post precedente i Bon Jovi si apprestano a pubblicare il loro secondo Greatest Hits, è stata svelata la copertina del CD che potrà essere visibile a questo link del sito ufficiale della band del New Jersey.

Skyline


Ci sono ancora poche notizie su questo film, ma già si intuisce la trama:
nella cittadina di Los Angeles iniziano ad apparire delle strane luci provenienti dal cielo. Le luci iniziano ad attirare la curiosità dei cittadini, fin quando appariranno le solite astronavi aliene che ingoieranno gli esseri umani accorsi.

I fratelli Strause producono e dirigono questa pellicola.

Qui il trailer in HD:
VIDEO RIMOSSO LEGGI QUI IL PERCHÈ

Monsters


Tratto da una storia di G.Edwards (che ha diretto anche il film). La Nasa lancia una missione spaziale per raccogliere e studiare alcune forme di vita microscopiche trovate nel nostro sistema solare. Un incidente avviene durante il rientro della sonda e quest’ultima si va a schiantare in una zona del Messico.
Le nuove forme di vita, modificando il territorio che le ospita, inizieranno a svilupparsi fino a raggiungere notevoli dimensioni…

Il film è stato girato con costi bassissimi. La troupe cinematografica era composta da solo cinque persone compreso il regista. La pellicola è stata presentata al festival di Locarno e l’uscita negli States è prevista per il 29 ottobre.

Qui il trailer in HD:
VIDEO RIMOSSO LEGGI QUI IL PERCHÈ

Fonte: www.fantascienza.com

La vajassa


In questo post parleremo di un personaggio molto diffuso a Napoli e provincia: la vajassa!
Tale personaggio si presenta solo nella forma femminile, anche se alcuni esemplari possono esser scambiati facilmente per un wrestler!
La vajassa in dialetto napoletano vuol dire: sciatta, sporca, volgare e chi più ne ha più ne metta!
Qui elencheremo le caratteristiche per l’individuazione della vajassa:
Iniziamo col dire che la vajassa si presenta in due forme, anche se entrambe le forme hanno elementi in comune:

  1. Vajassa di bell’aspetto: serve un po più d’esperienza per un riconoscimento immediato!
    L’aspetto che la natura gli ha donato viene enfatizzato con grosse quantità di fondotinta, rossetto dai colori molto vivaci e in alcuni casi lucido a tal punto che ti ci puoi specchiare dentro; il trucco degli occhi ricorda molto le raffigurazioni di Cleopatra!
    Di solito portano orecchini visibili da molti metri di distanza, possono essere semplici cerchi talmente grandi che si potrebbe fare tranquillamente l’Hula Hop, oppure degli orecchini che sembrano grandi acchiappasogni o lampadari antichi!
    L’abbigliamento tipico è composto da T-shirt (anche nel mese di Dicembre) coloratissime e con fronzoli vari quali payette e lacci di cuoio, comunque la parte sempre scoperta è l’ombelico.
    Il pantalone (perchè molto raramente portano una gonna) varia dal jeans a vita bassa elasticizzato al semplice body, in entrambi i casi viene acquistato (e quindi indossato) di almeno due taglie inferiori rispetto alla vera taglia!
  2. Vajassa-buttafuori: l’individuazione del personaggio è molto più semplice rispetto alla forma precedente.
    Essa ha il fisico del camionista sovrappeso ma si sente stupenda come gli esemplari della prima forma.
    Il trucco (se applicato) è molto simile a quello visto in precedenza, ma viene applicato con molta noncuranza provocando fortissime sbavature. Altri esemplari preferiscono essere completamente acqua e sapone, anzi nella maggior parte dei casi non vengono utilizzati nessuno dei due elementi e l’effetto è facilmente visibile.
    I capelli sono spesso raccolti in “tuppi” oppure fermati senza un disegno ben definito con pinze di dubbio gusto.
    L’abbigliamento è abbastanza simile alla vajassa di bell’aspetto, con la differenza che il numero minimo di taglie inferiori alla propria passano a 3! Dato il fisico che le contraddistingue esse assumono una strana forma: gambe e glutei tutto sommato sembrano quasi snelle (tranne in alcuni casi in cui la cellulite è visibile anche sotto il jeans), poi appare la pancia abnorme, che esce molto al di fuori del punto vita creato dal pantalone e assume uno strano colore blu-viola, sia per la circolazione bloccata dal pantalone stretto, sia per il freddo invernale!
    Salendo su si arriva alla maglietta che appare fortemente ” ‘nzevata” (in italiano unta) e tanto scollata quanto più la persona è grassa!
  3. Ma l’elemento principale che contraddistingue la vajassa (in entrambe le forme) è il linguaggio:
    esso differisce abbastanza dal napoletano classico e risulta volgare e sguaiato, la vajassa non parla ma urla e gesticola neanche stesse affogando. E’ abbastanza difficile rendere l’idea del linguaggio con un testo e quindi vi riporto questo video (VIDEO RIMOSSO LEGGI QUI IL PERCHÈ) di una comica napoletana che l’imita alla perfezione!
    Una cosa molto importante è non fare mai innervosire la vajassa, potrebbe essere molto pericoloso. Esse sono molto aggressive e, nel migliore dei casi vi diranno tante parolacce fortemente articolate e composte (alcune diventano incomprensibili), nel peggiore dei casi si dovrà ricorrere a cure mediche per profondi graffi e lesioni al cuoio capelluto per le forti strattonate ai capelli!!
    Altro elemento che le contraddistingue è la musica che ascoltano e la maniera in cui la ascoltano:
    loro non utilizzano i semplici lettori Mp3 o Walkman, perchè la musica la devono ascoltare tutti e in alcuni casi si deve sentire anche l’interpretazione della vajassa in questione, quindi la musica viene caricata sul telefono cellulare e da li viene riprodotta! La musica ascoltata è al 90% musica neomelodica napoletana (in futuro verrà proposto un post su questo blog), il restante 10% viene diviso tra Gigi D’Alessio (pronunciato dalla vajassa “Cicccci Taleessj”), Gigi Finizio (pronunciato dalla vajassa “Cicccci Finizzzj”) e la musica da discoteca (detta dalla vajassa “a music ‘ca s’abbballl”).

    Sinonimi di Vajassa: Vrenzola , Bagascia.

    Spero che questo piccolo vademecum sia chiaro e utile ai napoletani e alle persone che vorranno visitare la nostra città!

Le porte della salvezza, ovvero le porte dei bus!


Quasi tutte le mattine, un qualsiasi napoletano per recarsi nel luogo di lavoro o di studio, deve guadagnarsi il suo posto (in piedo o seduto)  sul bus!! Questo avvenimento è legato a molti fattori:

  1. Il bus deve passare! Non importa se in orario o meno, anche perchè l’orario del bus è una variabile abbastanza aleatoria.
    Fino a qualche anno fa, prima della venuta dei BusStop (cartelloni digitali che informano i passeggeri sui tempi d’attesa dei bus), pensavo che non ci fossero orari, ma il passaggio del bus fosse un piacere che ci forniva l’autista! 🙂
    Poi con l’avvento del BusStop ho capito che in realtà esistevano degli orari! Il BusStop emanava informazioni abbastanza semplici ovvero ” #_del_bus minuti all’arrivo ” , solo che spesso questi minuti non passano mai, o addirittura aumentano!
    Ciò causava, oltre ad una lunga attesa, l’aumento incontrollato della gente in attesa del bus e il conseguente aumento della gente all’interno del bus!
  2. Il bus deve fermarsi! La sosta del bus alla fermata non è una cosa garantita, in quanto, se il ritardo e il conseguente affollamento citato nel punto precedente arriva a livelli allarmanti, l’autista può decidere di non fermarsi! In questo caso si torna al punto precedente!
  3. il bus si ferma!! ed ora come si sale?? Voi starete certamente pensando “ma questo è scemo? Basta alzare il piede e salire…”. Beh in effetti dovrebbe essere così semplice se non fosse che il pullman è arrivato sovraffollato! Qui sia la gente sul bus che quelli sulla fermata si dividono in due categorie: alcuni di quelli sul bus si piazzano davanti alla porta per accogliere il minor numero di persone! Il resto (devo dire la verità è la maggioranza di loro) tentano di occupare il minor spazio possibile per procurarne a quelli che stanno alla fermata.
    Le due categorie di persone che attendono il bus sono: i Caterpillar ovvero gente che con un incessante “fate spazio! Al centro è tutto libero!” spingono fino ad occupare un posto sul bus, travolgendo tutto e tutti! Oppure ci sono coloro che nel momento in cui hanno guadagnato il posto si trasformano e iniziano ad urlare: “Basta è pieno! Non spingete inutilmente! Prendete il prossimo!”

Il viaggio diventa un’altra avventura che semmai spiegherò in un prossimo post, per ora basta dire che in molti casi è inutile mantenersi agli appositi sostegni perchè è impossibile cadere, in quanto non c’è lo spazio per farlo!
Una volta sceso dal bus c’è il brusco cambio di temperatura, ma non perchè il bus sia climatizzato, e comunque ti accorgi di aver fatto tardi anche oggi 😦